Descrizione
Benvenuto tra le righe di questo mio saggio, amico lettore. A te voglio confidare la convinzione che un libro non dovrebbe contenere mai la parola fine, ma restare perennemente in “edificazione”, in una sorta di cantiere sempre aperto. Un viaggio-lavoro itinerante, insomma, durante il quale aggiungere, a mo’ di incastro, sempre
nuovi mattoni alla struttura in realizzazione.
Quasi a voler dimostrare la perfettibilità dell’essere umano e, a un tempo, la sua ostica impenetrabilità, la ricerca, forse gelosa di disvelare la totalità dei suoi segreti, mantiene celata parte di questi, palesandoli cinicamente nel preciso momento nel quale del tutto superflua è la loro utilizzazione.
Fenomenologia che si verifica non di rado; ben nota a chi pratica l’attività di penna.
Esemplificativo di siffatta manifestazione è quanto sotto mi appresto a sostenere, rispetto alla presente opera.





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