Descrizione
L’identità di Duonnu Pantu e le poesie attribuite ai gapulieri hanno sempre costituito un arcano.
Alcuni studiosi della materia si sono cimentati a risolvere questo dilemma, ma hanno finito per cacciarsi in un ginepraio senza uscita, perché le loro argomentazioni basate sulla tradizione, supposizioni e interpretazioni soggettive, non sempre suffragate da elementi probanti, da prove concrete, hanno suscitato dubbi e perplessità sulla loro fondatezza.
Ad esempio, Luigi Gallucci, medico e poeta dialettale apriglianese, percorrendo la strada tortuosa della tradizione orale, non soltanto riconobbe in don Domenico Piro la figura di Duonnu Pantu di Aprigliano, ma con uguale criterio attribuì i vari componimenti da lui raccolti, che circolavano per lo più anonimi, a Ignazio e Giuseppe Donati e allo stesso Domenico Piro.
Non stiamo qui a discettare sulle tesi sostenute dai vari studiosi che si sono occupati della questione; lo fa bene, con molto garbo, l’autore del libro, l’amico Tonino De Paoli, il quale non si limita soltanto a questo, ma attraverso un lavoro certosino e un impegno costante, quasi maniacale, di ricerca storica, condotto in archivi pubblici anche oltre i confini regionali, che lo ha impegnato per anni,
è riuscito a dare nuova luce all’indagine storica sull’identità di Duonnu Pantu e, soprattutto, sull’attribuzione delle poesie.





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